Il blueprint per passare da Account Engagement (Pardot) a Next senza debito tecnico. E senza pagare decine di migliaia di euro un system integrator per scoprire cosa ti serviva.
Il difficile è non riempirla di debito tecnico nei primi tre mesi.
L'ho visto succedere più volte di quante vorrei. Si prende Account Engagement così com'è e lo si ricopia su Next. Si chiama un system integrator che fattura a giornate e che del tuo modello di vendita sa quello che gli racconti in due call di kickoff.
Sei mesi dopo hai speso decine di migliaia di euro, a volte centinaia. E in riunione qualcuno chiede: "ok, ma quante lead sono diventate clienti?". Silenzio.
Se ti riconosci in almeno due di questi punti, il blueprint ti fa risparmiare mesi.
Un form per ogni campagna, redirect custom per la fonte. E nessuna journey verso il cliente, a parte l'invito al webinar.
Routing, notifiche, soppressioni, una regola per ogni canale. Utili alle vendite. Il cliente non le vede mai.
Sai da quale annuncio Google arriva ogni lead. Non sai quante hanno firmato dopo sei mesi.
"Lead valida" e "opportunità gestita" vogliono dire due cose diverse in due uffici. Ogni report diventa una discussione.
Form web, app delle fiere, telefono. Nessuna fonte unica di verità. Nessun double opt-in.
Data stream aperti su tutto, crediti che scendono, identity resolution che fonde persone diverse. E nessuno che sa perché.
Un progetto Next va storto quasi sempre per lo stesso motivo: le decisioni le prende il system integrator, a giornata, mentre configura. Data model, consensi, journey, KPI. Tutto deciso in corsa e tutto da rifare quando il business si accorge che non torna.
"Se avessimo fatto questa chiamata con te prima di firmare con il system integrator, avremmo risparmiato un sacco di soldi."
Quello che mi dicono molti clienti a fine consulenza. Questo blueprint è quella chiamata, messa per iscritto e fatta prima.
Viene da un progetto vero: un'azienda B2B che vende tramite partner, passata da Account Engagement a Marketing Cloud Next. Nomi e dati del cliente li ho tolti. Metodo, template e decisioni sono rimasti.
Due formati: la versione web, con schemi animati, checklist salvate nel browser e codice da copiare con un clic, e il PDF da 337 pagine da girare al team. Dentro ci sono 80 schemi e grafici, 72 screenshot con la fonte sotto ogni immagine e oltre cento letture di approfondimento scelte capitolo per capitolo. Eccone tre.
Indice cliccabile, da stampare o da girare al team.
Schemi animati, checklist che salvano le spunte, pulsante copia su ogni blocco di codice.
Data 360, Next, Privacy Center, Account Engagement e Setup, con la fonte sotto ogni immagine.
Architetture, flussi, matrici e grafici che si animano mentre leggi.
Questionario KYC, Journey Spec, RACI, dizionario KPI, checklist go-live, script UTM.
Webinar, re-engage, NPS, upsell, win-back, alert opportunità, double opt-in e altre.
Meno di una giornata di system integrator.
Next. Copre il passaggio da Account Engagement a Marketing Cloud Next. Se nella tua org convive ancora Marketing Cloud Engagement, trovi dei riquadri dedicati dove le cose cambiano.
No. Anzi, meglio prima. Discovery, diagnosi e data model ti dicono cosa ti serve davvero, quanto Data 360 consumerai e cosa chiedere al system integrator prima di firmare l'ordine.
Se hai un admin interno capace, per molte cose sì. Se il system integrator lo usi comunque, ci arrivi con le decisioni già prese e lo paghi per costruire, non per farti le domande.
Tutti e due, nell'ordine giusto. Prima le decisioni (cosa misurare, quali convenzioni, quali dati), poi la costruzione (record DNS, data stream, flow, script UTM, checklist di go-live).
Sì, puoi applicare metodo e template ai tuoi progetti e a quelli dei tuoi clienti. Non puoi rivendere o ridistribuire il documento.
Italiano. I termini tecnici restano quelli di Salesforce, così li ritrovi uguali in piattaforma e nella documentazione.